Rinnoviamo le promesse battesimali.
Rinunziate al peccato,
per vivere nella libertà dei figli di Dio?
Rinunzio.
Rinunziate alle seduzioni del male,
per non lasciarvi dominare dal peccato?
Rinunzio.
Rinunziate a satana,
origine e causa di ogni peccato?
Rinunzio.
Poi il sacerdote prosegue:
Credete in Dio,
Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra?
Credo.
Credete in Gesù Cristo,
suo unico Figlio, nostro Signore,
che nacque da Maria Vergine,
morì e fu sepolto,
è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?
Credo.
Credete nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne e la vita eterna?
Credo.
Dio onnipotente,
Padre del nostro Signore Gesù Cristo,
che ci ha liberati dal peccato
e ci ha fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo,
ci custodisca con la sua grazia
in Cristo Gesù nostro Signore, per la vita eterna.
Amen.
sabato 11 aprile 2020
L'Eucaristia - 4. Un dono distribuito dalle mie mani arricchite di grazia #OraEtLabora
17 maggio 1992, IV Domenica di Pasqua, "del Buon Pastore"
Prima Messa presieduta nella Parrocchia di Nostra Signora di Coromoto
in San Giovanni di Dio ai Colli Portuensi
in San Giovanni di Dio ai Colli Portuensi
Concelebrante: don Paolo Mancini
Prima della Messa, nell'Ufficio Parrocchiale con Don Romano. Una conversazione del tipo:
"Omino, te l'ha date il Cardinale tutte le facoltà?" "Certo don Romano" "Allora guarda, nel cassettino lì a destra c'è una stola, prendila e fai il tuo dovere". Ovvero due ore di confessionale. Passato il primo "santo timore", una gioia infinita, ancora lo ringrazio don Romano per quel dono. La stola ancora ce l'ho io...; era di quelle piccole, la infilai nella tasca dell'abito ed ancora me la porto appresso.
"Beati gli invitati alla Cena del Signore,
ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo"
Alla mia sinistra per chi guarda la foto, Vitaliano Genco,
alla mia destra don Paolo Mancini.
I saluti finali dopo la Messa. Oltre ai miei genitori ed a mio fratello, in una chiesa che straripava di gente, erano presenti la mia maestra elementare, Maddalena Tornatora, emozionata come non mai, moltissimi vicini di casa (i Berardi, i Tonin, i Laudando, il signor Arnaldo e la signora Peppina, ecc...), ed anche la mia catechista del 1973, suor Ester, che è anche in una foto nel primo post della serie.
L'Eucaristia - 3. Un dono ricevuto attraverso le mie povere mani #OraEtLabora
Sabato 16 Maggio 1992, Liturgia della IV Domenica di Pasqua, del Buon Pastore
Il giorno della mia Ordinazione al Presbiterato. Mi spoglia dei paramenti diaconali e mi riveste dei paramenti sacerdotali, don Romano Rossi, già padre spirituale del Seminario, ma lì come Parroco (dal 1990 al 2007) della Chiesa di Nostra Signora di Coromoto in San Giovanni di Dio ai Colli Portuensi, la parrocchia della mia famiglia. Oggi don Romano è Vescovo della Diocesi di Civita Castellana.
Nella seconda foto tutti gli ordinati presbiteri del giorno, in ordine Humberto Gomez, io, Gabriele Faraghini (oggi Rettore del Seminario, eravamo entrambi di Monteverde Nuovo), Giovanni Carpentieri, Paolo Fontana, Andrea Palamides, Federico Corrubolo e Fabio Borghesi. Sarebbe dovuto esserci, ma era malato, anche Filippo Morlacchi che sarebbe poi stato ordinato nel mese di giugno.
L'Eucaristia - 2. Al servizio del dono ricevuto #OraEtLabora
Sabato 26 ottobre 1991, Basilica di San Giovanni in Laterano
La mia ordinazione al Diaconato. Ero già Assistente formatore nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, così mi riveste dei paramenti il Padre Spirituale del Seminario, don Angelo De Donatis, l'attuale Cardinal Vicario della Diocesi di Roma, assistito dall'allora ancora lettore Demetrio Sarica, di Reggio Calabria.
L'Eucaristia - 1. Un dono ricevuto #OraEtLabora
Domenica In Albis, 29 aprile 1973
Ricevo per la prima volta il Corpo di Cristo da Mons. Giuseppe Gulizia, parroco a San Giovanni di Dio ai Colli Portuensi (dall'inizio fino al 1990). Non eravamo in Parrocchia in realtà era molto piccola, ospitata in locali molto stretti. Così le celebrazioni con molti partecipanti venivano celebrate nella grande cappella della Croce Rossa Italiana, in via Virginia Agnelli.
Qualche anno dopo sarebbe partita la costruzione della nuova chiesa, ai Colli Portuensi. Il contributo decisivo lo diedero i fedeli venezuelani, che ne fecero una sorta di loro chiesa nazionale. La nuova chiesa, inaugurata nel 1978, sarebbe stata dedicata a Nostra Signora di Coromoto ("in San Giovanni di Dio ai Colli Portuensi").
Nella seconda foto, in cui ricevo una pergamena con foto ricordo dal parroco si vede mia sorella Laura, dietro la capo-catechista, suor Ester, delle Suore del Sacro Cuore a Via Valtellina (dove entrambi avevamo frequentato il catechismo).
venerdì 10 aprile 2020
Omelia sul Sabato Santo #OraEtLabora
Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.
Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli».
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.
Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli».
giovedì 9 aprile 2020
L'insegnamento (?) della pandemia #OraEtLabora #AttendeDomineEtMiserere
La pandemia, la situazione che stiamo vivendo, ci insegnerà qualcosa, si chiedono tanti? Io credo che o impariamo a fare i conti con quanto ci dice il Vangelo, o non ci servirà proprio a nulla vivere ciò che stiamo vivendo in questi giorni.
E a giudicare dalle reazioni di cui leggo e che vedo sui social, di tanta gente che non vede l'ora di ricominciare "come prima", senza conversioni, senza cambiamenti di vita, senza abbandonare il male, umanamente non sono ottimista.
Ma "umanamente" non significa nulla. E' Dio il Solo Signore della storia. Spero in Lui e solo in Lui.
«Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto? [...] Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l'animo in ansia: di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta» (Lc 12, 25-26. 29-31).
E a giudicare dalle reazioni di cui leggo e che vedo sui social, di tanta gente che non vede l'ora di ricominciare "come prima", senza conversioni, senza cambiamenti di vita, senza abbandonare il male, umanamente non sono ottimista.
Ma "umanamente" non significa nulla. E' Dio il Solo Signore della storia. Spero in Lui e solo in Lui.
«Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto? [...] Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l'animo in ansia: di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta» (Lc 12, 25-26. 29-31).
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